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2月23日 Sanremo 2009…e anche quest’anno non posso esimermi dall’annoiarvi con i miei commenti su Sanremo. Vorrei però rassicurare chi ha letto il trattato dell’anno scorso (se non avete di meglio da fare, http://sciabolatamorbida85.spaces.live.com/blog/cns!C8F798F1A10352EB!779.entry): sarò molto ma molto più breve…J Per quanto riguarda lo show in sé, direi che è stato di buon livello, con un Bonolis in perfetta forma affiancato dal fido Laurenti (davvero notevole la canzone che ha presentato sabato sera). Superospiti molto poco super a parte Annie Lennox, vallette e valletti quasi insulsi (esclusi forse Ivannonricordoilcognome e Gabriella Pession). Passando alle canzoni, livello generale piuttosto basso con però qualche picco davvero niente male. In media ho preferito di più i giovani che i big, però sulle nuove proposte vorrei sottolineare un fatto. Trovo infatti eticamente poco corretto portare sul palco solo ed esclusivamente artisti che hanno rapporti di lavoro ben avviati con stelle della musica italiana (e non solo), per non parlare di figli o parenti vari (vedi Chiara Canzian o Irene Fornaciari). Così non diamo spazio ai poveracci che non hanno un centesimo, non hanno conoscenze ma che forse hanno il medesimo talento, se non qualcosa in più. La trovata di SanremoWeb la trovo solo una sorta di “salvataggio in corner”, peraltro non riuscito… Se andiamo a un giudizio tecnico sulle nuove proposte, devo ammettere che a livello vocale eran tutti dei virtuosi. L’Italia però è gia fin troppo piena di trasmissioni che valorizzano i nostri cantanti (X Factor, Amici): a Sanremo si presentano inediti, e sotto questo aspetto non è che ci fossero ‘sti capolavori. Detto questo, mi fa piacere che abbia vinto Arisa, la voce più naturale e semplice (“Sincerità” di nome e di fatto) fra tutte le nuove proposte, che ha presentato una canzone carina e immediata. Il brano migliore secondo me era quello di Malika (scritto da Giuliano Sangiorgi), ma lei e la sua voce sono davvero insopportabili, troppo artificiosi. Non male anche Filippo Perbellini (che si è presentato col suo mentore Cocciante, al quale somiglia per talento, stile e capigliatura), Irene Fornaciari e Simona Molinari (notevole il suo duetto con Ornella Vanoni). Questione big: si salvano in pochi. Su tutti Povia, autore di un brano molto bello e sul quale mi soffermerò più avanti. Molto bella anche la canzone di Marco Masini, notevole Patty Pravo nonostante qualche stecca di troppo, carino il brano di Dolcenera. Per il resto abbiamo triture e ritriture varie come il neomelodismo D’Alessiano di Sal Da Vinci (il quale è un bravissimo cantante e attore teatrale, circoscritto però a Napoli e dintorni), brani più che antiquati dei vari Albano (o Al Bano? ancora non ho capito…), Fausto Leali e Iva Zanicchi, pezzi “difficili” come quello degli Afterhours (tra l’altro Manuel Agnelli ha stonato quasi sempre) e di un comunque bravo Tricarico. Sorprendente Francesco Renga, che nel giro di quindici anni è passato dal rock al pop per poi darsi all’opera, dimostrando un eclettismo niente male anche se lo preferivo prima. E Marco Carta? Non mi sorprende che uno che ha appena vinto il disco di platino abbia trionfato al televoto. Trovo quindi naturale che sia stato inserito tra i big (alla fine ha venduto un casino…che ci piaccia o no…a me no!) e che abbia vinto Sanremo. Detto questo, la canzone è di una banalità sconcertante: musica già sentita mille volte, sul testo meglio sorvolare…Concludo con Povia e la sua canzone oggetto dello scandalo. Musicalmente una spanna sopra le altre: bravo lui, bravissima la corista, grande arrangiamento che segue alla perfezione il testo. E a proposito del testo, io non l’ho trovato per nulla offensivo. E’ vero che il tema è delicato e che a Sanremo tutto si amplifica, ma non capisco tutto questo clamore: non mi sembra ci siano riferimenti discriminatori o cose del genere, è semplicemente la storia di una persona che da omosessuale torna ad essere etero, e non quella di un malato che guarisce (lo dice anche il testo) come diversi hanno sottolineato. Ho apprezzato molto l’intervento di Benigni sul tema, molto meno quello di Grillini (presidente onorario Arcigay), così come il triangolino rosa esibito da alcuni componenti degli Afterhours e da Arisa. Che c’entra la discriminazione nei confronti dei gay durante il periodo nazista??? Qualcuno ha discriminato qualcun altro? Torno a ripeterlo: no. In Italia abbiamo sempre il difetto di politicizzare qualsiasi cosa…governo ladro!!! ;-) 评论 (4)
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