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October 16 Intolleranza a Varese: un caso emblematico in un Paese emblematicoC'è chi si offende quando gli si dice "sei un razzista"...c'è chi nega l'evidenza e parla di paura o insicurezza per giustificare la propria bassezza morale...c'è chi di fronte a tutto questo resta in silenzio e continua a curarsi solo del giardinetto di casa. L'Italia e gli italiani si stanno dimostrando sempre più intolleranti: probabilmente lo siamo sempre stati (anche se mi chiamo fuori da quel "siamo"), ma è indubbio che da qualche mese a questa parte gli episodi di odio nei confronti di chi è diverso da noi si stanno moltiplicando a vista d'occhio. E guarda caso da quando al governo del Paese è tornata la Lega...sarà mica solo un caso... Evidentemente la presenza a capo delle più importanti istituzioni di certi personaggi, portavoce di una certa "cultura", ha legittimato la gente comune a fare un po' quel che le pare...che siano omosessuali (più raramente) o extracomunitari (molto spesso), l'importante è prendersela con qualcuno. I "teroni", come li si usa chiamare dalle mie parti, possono ben dire di essere stati salvati da albanesi, romeni, senegalesi e via dicendo: prima ce la si prendeva con i meridionali, ora c'è qualcun altro che dà più fastidio, quindi quelli là li lasciamo in stand-by per un po'. E a Varese e dintorni il tutto è elevato all'ennesima potenza. Qualche settimana fa un assessore (leghista ovviamente...) del comune di Albizzate si è permesso di dire, in diretta su RaiDue (!!!), che gli omosessuali dovrebbero essere messi nelle foibe, beccandosi fior di insulti (più che motivati), ma restando al suo posto e ricevendo il beneplacito del direttore di rete Marano (anch'egli, ovviamente, leghista...) il quale ha semplicemente commentato "libere opinioni". Sconcertante, a dir poco sconcertante. Ormai con questa storia della libertà di espressione possiamo offendere chiunque, tanto va bene così... E qualche giorno fa l'episodio agghiacciante della quindicenne marocchina pestata da delle coetanee padane (si parla di un gruppo di trenta ragazzine...avete capito bene...trenta!!!) al grido "marocchina di merda". Il tutto perchè il giorno prima Anna (la ragazza marocchina) avrebbe dovuto cedere il posto sul pullman a un ragazzo evidentemente di pura razza ariana. Quindi il giorno dopo ecco il pestaggio di massa, con Anna lasciata in terra nell'indifferenza generale (e questo è ciò che più mi indigna...l'indifferenza della gente) prima che, fortunatamente, un volontario dei City Angels non passasse di lì per caso e le prestasse soccorso. Ma dico, bisogna aspettare l'intervento di un City Angel per aiutare una straniera? Devo pensare che i varesini siano così chiusi mentalmente? Evidentemente sì...E poi quel genialoide del sindaco Fontana, il quale parla di pestaggio avvenuto per "affari di cuore", probabilmente per legittimare la sua tesi secondo la quale Varese non è una città razzista...! Davvero sconcertante... In un Paese sempre più egoista, razzista e intollerante, la Città Giardino conferma in pieno la sua vocazione: al diavolo le diversità...meglio curarsi del proprio giardino...appunto... August 24 Ma la Cina è davvero così vicina???Cina prima nel medagliere. Il tanto pronosticato sorpasso sugli Stati Uniti è diventato realtà, ma con proporzioni assolutamente impensabili alla vigilia. Se è vero che anche a Pechino sono stati gli americani a conquistare il maggior numero di podi (110 a 100), il conto delle medaglie d’oro (51 a 36) sorride nettamente ai cinesi. Un vero e proprio trionfo per un Paese che dopo il boom economico raggiunge anche quello olimpico, e le due cose vanno a braccetto più di quanto si possa pensare. Ma da dove arrivano tutti questi successi, densità demografica a parte? Certamente sono frutto di una programmazione finalizzata all’appuntamento a cinque cerchi: dominare le Olimpiadi di casa era l’obiettivo di tutta la Cina, a partire dal suo presidente Hu Jintao. Primeggiare a livello sportivo per legittimare l’irrefrenabile progresso economico del Paese e affermare la superiorità del suo sistema politico. E i diritti umani? Ci sono cose ben più importanti… Programmazione, si diceva: un termine che in Cina è messo in pratica a livelli inimmaginabili, a dir poco esagerati. Questa riflessione non vuole generalizzare l’intero movimento sportivo cinese, ma sottolinearne alcuni aspetti davvero inquietanti. Milioni di bambini che già a sei anni effettuano ore ed ore di allenamenti estenuanti, migliaia di scuole specializzate nel fabbricare medaglie olimpiche più che nell’educare e istruire persone. Le telecamere della Rai sono riuscite ad entrare in uno di questi istituti: sale gigantesche in cui decine e decine di automi (difficile chiamarli bambini) eseguono meccanicamente e ad una velocità esasperata i classici movimenti del ping pong. Diritto-rovescio, diritto-rovescio, diritto-rovescio…il tutto ripetuto un’infinità di volte e senza la benché minima impressione che, in fin dei conti, si tratta pur sempre di un gioco. I volti dei bambini lo testimoniano ampiamente: occhi spenti, inespressivi, concentrati solo ed esclusivamente su una pallina bianca. Ma lo sport, soprattutto in tenera età, non dovrebbe essere un divertimento? L’esempio del ping-pong è quello meno sconcertante. Pensiamo infatti a sport “muscolari” come la ginnastica o i tuffi, vere e proprie fucine di medaglie per la Cina sportiva: qui le improponibili sedute di allenamento, oltre a togliere la parola “infanzia” dal vocabolario dei giovanissimi atleti, distruggono il fisico di questi ultimi, soprattutto per quanto riguarda il settore femminile. Così è normale trovare in pedana campionesse di tredici-quattordici anni che eseguono esercizi di una difficoltà incredibile e conquistano una miriade di medaglie olimpiche, il tutto in barba ai regolamenti della Federazione Internazionale Ginnastica secondo i quali l’età minima di partecipazione ai Giochi è fissata a sedici anni. Oltre a non avere rispetto per la persona, si imbroglia allegramente falsificando documenti e carte d’identità, per non parlare poi dei matrimoni combinati a livello scientifico: qui l’ordine che viene “dall’alto” è quello di produrre potenziali fenomeni in sport di scarsa tradizione, come si sospetta sia il caso dei genitori di Liu Xiang, ex primatista del mondo e campione olimpico ad Atene nei 110 ostacoli. E una volta spento il fuoco di Olimpia, che fine fanno tutti questi medagliati? In pochi restano nel mondo dello sport con incarichi importanti, mentre la maggior parte degli atleti va a finire nel dimenticatoio. Un servizio del Tg2 ha raccontato la storia di una campionessa olimpica nel sollevamento pesi a Sidney 2000: enormi sacrifici sin da piccola, stagioni sportive in cui vive lontano da casa per quasi un anno, l’oro a cinque cerchi…e poi? Poi la federazione si dimentica di lei (evidentemente ci sono altre campioncine da sfruttare…), lasciandola senza un reddito fisso e con un fisico provato da anni di sforzi esagerati. Ora ha trovato lavoro come impiegata, non senza fatica: nessuna riconoscenza per un oro olimpico. Insomma, è questo il vero sport? Che senso ha vincere oltre cinquanta medaglie d’oro all’interno di un contesto del genere? Dopo i Giochi di Pechino si dirà che la Cina è ancora più vicina…sarà davvero così? April 06 ...sulla conversione di Magdi Allam...Qualche settimana fa ha suscitato molto scalpore nell’opinione pubblica italiana la notizia della conversione dalla fede islamica a quella cristiana cattolica di Magdi Allam, noto giornalista egiziano nonché vicedirettore ad personam del Corriere della Sera. Devo ammettere che la notizia ha colpito molto anche me. Nella sua lettera a Paolo Mieli, direttore del maggiore quotidiano nazionale, Allam spiega i motivi della sua conversione e, dopo aver precisato come questa sia frutto di un lungo cammino spirituale, arriva al punto focale, che non mi trova affatto d’accordo e che ha gettato benzina sul fuoco dei rapporti, già difficili, tra Islam e occidente. In particolare il giornalista egiziano sostiene che la religione islamica sia solo e unicamente “predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del «diverso», condannato acriticamente quale «nemico», primeggiano sull’amore e il rispetto del «prossimo » che è sempre e comunque «persona»; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia”. Premetto una cosa: sono a conoscenza del fatto che da ben cinque anni Magdi Allam sia costretto a ricevere minacce di morte rivendicate da gruppi di terroristi islamici, e che queste minacce lo costringano a vivere perennemente sotto scorta, quindi è normale che il suo pensiero sia condizionato da queste cose. Ciò non giustifica però la gravità delle sue considerazioni, che giudico ai limiti dell'incoscienza. A parte il fatto che mi sorprende come un intellettuale del suo rango possa scrivere certe cose in un momento storico così delicato, è evidente come in queste sue considerazioni ci sia una generalizzazione di fondo molto pericolosa. Non mi nascondo certo dietro all’evidenza di una certa cultura pseudo-islamica che ha instillato nei suoi adepti un odio profondo verso tutto ciò che è occidente, quindi anche verso i cristiani, ma è ovvio che il vero Islam, quello sano, è tutta un’altra cosa…e soprattutto…esiste!!! A me sembra scontato, banale direi, che si debbano rispettare tutte le religioni, anche quelle che ci sembrano così lontane dalla nostra (l’integralismo islamico prende a pretesto la religione, ma non è religione, quindi lo escludo in partenza), perché possedere visioni parziali distoglie dalla realtà dei fatti. Recentemente ho letto un libro, “L’Islam che non fa paura” (con interviste a una cinquantina di leader musulmani), che è un vero e proprio viaggio nell’islam moderato, molto ma molto più esteso di quello estremista, e proprio perché moderato, molto ma molto più silenzioso. L’esperienza di vita del Movimento dei Focolari (di ispirazione cattolica…tengo a precisare) segue la stessa scia, dimostrando con i fatti che il dialogo è possibile, anzi necessario. Le considerazioni di Magdi Allam, oltre ad alimentare pericolosamente le tensioni fra mondo islamico e mondo occidentale, rischiano di dar ancora più voce a quegli pseudo-cattolici che, in quanto tali, si sentono superiori e migliori degli altri, dei musulmani in primis. Atteggiamento che ovviamente il cristianesimo non insegna, ma purtroppo molto ben radicato dalle nostre parti. Fortunatamente la Chiesa ha subito preso le distanze dalle frasi pericolose di Allam, sottolineando come il suo diritto al Battesimo non significhi essere d’accordo su quello che pensa. Una presa di posizione forte e chiara che dovrebbe essere seguita da tutti i credenti. Vi lascio dicendovi che questo intervento viene dai pensieri di un cattolico che si sforza di essere praticante…il che dovrebbe dare ancor più valore a ciò che avete appena letto. March 21 Ciao ChiaraCosa spinge decine di migliaia di persone a raggiungere Roma da tutto il mondo per dare l’ultimo a saluto a una persona? Se questa persona è Chiara Lubich i motivi si sprecano, ma su tutti il ringraziamento per aver cambiato la vita di tanti, di tantissimi oserei dire. Molti di voi non hanno mai sentito parlare di Chiara, fondatrice del Movimento dei Focolari e maestra del dialogo fra razze, culture e religioni diverse. La sua storia è semplice e complessa al tempo stesso, sicuramente affascinante. Non è questa la sede per raccontarla, ma basti pensare che da un piccolo gruppo di ragazze trentine (erano gli anni della seconda Guerra Mondiale) il Movimento si è diffuso in tutti i continenti, giungendo sino agli ultimi confini della terra. Qualche cifra per rendere meglio l’idea: 182 nazioni, 150000 aderenti e circa due milioni di simpatizzanti. Il tutto senza proselitismi o cose del genere, ma cercando di vivere in un continuo rivolgersi all’altro, al diverso, all’indifeso, al povero. Uno stile di vita che colpisce per la sua semplicità, e che ha dimostrato di stare perfettamente al passo coi tempi. Di ispirazione cattolica, il Movimento dei Focolari abbraccia però appartenenti ad altre chiese, religioni, ed anche non credenti e atei. Questa multietnicità e multiculturalità del Movimento mi ha sempre colpito più di tutto, confermando il fatto che pace e fraternità sono valori universali, a prescindere da ciò in cui crediamo. E allora il viaggio a Roma per salutare Chiara, morta venerdì 14 marzo all’età di 88 anni, mi è sembrato doveroso: dovevo ringraziare questa persona che mi ha fatto scoprire un modo di vivere diverso, aperto, fraterno, generoso. E con me tante, tantissime persone. Ai funerali di martedì 18 (trasmessi su Raiuno in collegamento diretto dalla Basilica di S.Paolo Fuori Le Mura) c’erano circa venticinquemila persone, molte di più sono passate alla Camera Ardente allestita presso il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari, a Rocca di Papa. Fra questi leader politici, religiosi, istituzionali e tanta, tanta gente comune. Difficile dire perché, durante la celebrazione, mi son trovato a più riprese con gli occhi lucidi per una donna che in realtà non ho mai conosciuto di persona. Difficile? Forse no. Chiara ha basato tutta la sua vita sul “Che tutti siano uno”, sapendo costruire ponti di fraternità in luoghi in cui infuriavano guerre, liti, tensioni…e come lei tanti hanno seguito la sua strada. Un popolo nuovo, moderno, unito, che non ha potuto far altro che ringraziarla…in un applauso commosso e fragoroso che ha abbracciato Roma e il mondo intero. March 07 ...perchè Sanremo è Sanremo...E anche quest’anno è passato il ciclone del Festival di Sanremo, tra canzoni, polemiche e altro. Senza alcuna vergogna dico che quest’anno sono riuscito a seguire tutte e cinque le serate (DopoFestival compreso…non potevo perdermi le performance di Elio E Le Storie Tese), andando a letto molto tardi ma potendo giudicare l’intera kermesse con cognizione di causa. Inizio col dire che il Festival 2008 mi è davvero piaciuto: livello delle canzoni alto e spettacolo molto ben riuscito a dispetto degli ascolti non elevati. Per quanto riguarda il programma in sé, sottolineando la bellezza della scenografia e la puntualità della regia, nota di merito va a Piero Chiambretti, autentico mattatore e grande spalla di Pippo Baudo. Il Pippone nazionale ha dimostrato di saperci fare, sia nella scelta delle canzoni in gara, sia nell’organizzazione del Festival, resta il fatto però che dopo aver condotto tredici festival potrebbe anche lasciar spazio a qualcun altro, mantenendo magari il ruolo di direttore artistico. Senza infamia né lode invece le due co-conduttrici, Andrea Osvart e Bianca Guaccero, anche se è risultato evidente come quest’ultima si trovasse molto più a suo agio rispetto all’ungherese. Molto fini e semplici entrambe, la Guaccero ha dimostrato un certo eclettismo (sa scherzare e uscire fuori dagli schemi oltre a cantare piuttosto bene), mentre forse la Osvart ha pagato il fatto di non essere italiana (nel senso che potrebbe sembrare un po’ fredda se paragonata ai nostri canoni) e di non essere troppo conosciuta al grande pubblico. Ancor più bello il DopoFestival, condotto da quei geni che rispondono al nome di Elio e Le Storie Tese, in compagnia di Lucilla Agosti e Lucia Ocone. Gli Elii, oltre ad aver dimostrato di essere dei musicisti e parolieri coi controfiocchi (strepitosi i loro “ritocchi” alle canzoni del Festival e l’interpretazione del Barbiere di Siviglia sabato sera), sono riusciti a mantenere sempre un clima disteso anche in momenti di tensione (vedi liti CutugnoVsLuzzatto Fegiz e Frankie Hi-NrgVsZampaglione). Di gran classe la loro ironia, che ha dato vita a uno spettacolo di una comicità intelligente e mai banale, ben spalleggiati dalla sorprendente Lucilla e dalle imitazioni (Mina, Loretta Goggi, Sergio Cammariere, Barbra Streisand) di Lucia Ocone. Ma ovviamente le protagoniste restano le canzoni. E’ ovvio che giudicare un brano bello o no rimane un esercizio molto soggettivo, quindi nell’analisi prevarranno i miei gusti personali. Qualche considerazione generale però va fatta:
Ora un giudizio personale sulle 34 canzoni in gara (in rigoroso ordine alfabetico)...mettetevi comodi…
Campioni
Eugenio Bennato - Grande Sud – Niente di che (a parte il titolo…
Loredana Bertè – Musica E Parole – Squalificata perché il brano non era inedito: pur credendo nella buona fede di Bertè&Co., si poteva stare più attenti. La canzone però non è affatto male, un rock vivace e grintoso come l’autrice. E’ evidente che gli atteggiamenti di Loredana siano un po’ particolari, però il brano merita. Notevole il duetto con la straordinaria voce di Ivana Spagna.
Sergio Cammariere – L’Amore Non Si Spiega – Non è il mio genere ma…chapeau!!! Grande classe, grande stile, grande eleganza. L’artista crotonese ha sfornato un altro brano dei suoi: armoniosi, dolci, vellutati. Molto bella la melodia iniziale del piano, straordinaria la tromba di Fabrizio Bosso.
Toto Cutugno – Un Falco Chiuso In Gabbia – Una delle poche canzoni che proprio non mi sono piaciute. Testo normale, musica pure, e in generale la sensazione che il brano assomigli ad altri scritti da Cutugno.
Giò Di Tonno & Lola Ponce – Colpo Di Fulmine – Favoriti insieme alla Tatangelo, hanno vinto il Festival. Personalmente, la canzone non mi fa impazzire. Posto che loro hanno due voci spettacolari (soprattutto lui) e che comunque Gianna Nannini ne azzecca sempre una, sono altri i brani che mi hanno emozionato. Il loro essere attori è venuto fuori alla grande sul palco dell’Ariston: tipica canzone da musical, curioso di vederli all’opera a teatro.
Finley – Ricordi – I fenomeni da Mtv (come li chiamo io) hanno confermato le proprie caratteristiche. Il brano è orecchiabile e molto commerciale, loro dal vivo si sono dimostrati piuttosto carenti, soprattutto in relazione al successo che hanno. Ad ogni modo la canzone dovrebbe avere un buon successo, anche perché le ragazzine stravedono per il gruppo di Legnano, e come sappiamo sono proprio le ragazzine che danno linfa al mercato discografico. Da dimenticare il duetto con tale Belinda: tra Pedro e lei non so chi ha stonato di più, e poi…c’era proprio bisogno di far venire una pseudo-popstar dal Messico che nemmeno sa cantare???
Frankie Hi Nrg – Rivoluzione – Contento per il ritorno di Frankie, il brano segue la falsariga degli altri composti dal rapper torinese. Carino il sound, anche se non è proprio il mio genere, forse un po’ qualunquista il testo: giusto sottolineare quello che non va in Italia, a volte però mi sembra che Frankie spari a zero su tutti senza costrutto. Poteva risparmiarsi la polemica con Federico Zampaglione.
Max Gazzè – Il Solito Sesso – Un gioiellino. Brano molto particolare, con cambi di tonalità in serie e arrangiamento delizioso. Testo a tratti ironico com’è nello stile del cantautore romano, meravigliosa la versione con Marina Rei e Paola Turci: armonizzazione vocale notevole, soprattutto nello special (come dice il buon LucaX…io l’avrei chiamato bridge…
Gianluca Grignani – Cammina Nel Sole – Altro grande ritorno. Felice perché Grignani è uno dei cantautori più bravi che abbiamo in Italia, e a Sanremo l’ha dimostrato. Tipica ballata delle sue: rock melodico con un fantastico assolo di chitarra che esalta il pezzo. Testo positivo e profondo, emozionante il duetto con i Nomadi. Caro Grigna, se avessi combinato meno casini con la droga………
L’Aura – Basta! – Un piccolo capolavoro. Un vero e proprio inno alla pace, melodico, orecchiabile e cantato splendidamente. L’Aura ha una voce inimitabile, forse la migliore del Festival, e ha confermato anche le doti di autrice. Da brivido l’esibizione con i Rezophonic, progetto umanitario che vede la partecipazione di numerosi artisti italiani.
Little Tony – Non Finisce Qui – Eh peccato direi…
Paolo Meneguzzi – Grande – Solito pezzo alla Meneguzzi: scontato. Se poi ci aggiungiamo che Paolo non sa cantare, i conti sono presto fatti…
Mietta – Baciami Adesso – Mi verrebbe da dire, solito pezzo alla Mietta. La sua voce soul non si discute, le sue canzoni purtroppo non hanno mai sfondato. Il brano è sicuramente orecchiabile, ma ho paura che non avrà molto successo. Davvero notevole la versione a cappella con i Neri Per Caso: raro esempio di perfezione vocale.
Amedeo Minghi – Cammina Cammina – Sì cammina cammina…cammina verso la pensione!!!
Fabrizio Moro – Eppure Mi Hai Cambiato La Vita – Emozionante. Dopo il brano “impegnato” dell’anno scorso, una canzone d’amore molto bella. Moro non avrà una gran voce, ma ci mette l’anima. Brano sofferto, vissuto, naturale…terzo posto stra-meritato. Toccante il duetto con Gaetano Curreri.
Anna Tatangelo – Il Mio Amico – Allora che dire della stragnocca-rovinafamiglie-tetterifatte-raccomandata-cheporcamiseriarispettoaGigiiosonopiùaltopiùbellopiùgiovaneesoanchecantare!!!
Tiromancino – Il Rubacuori – Azzeccatissima la scelta del titolo. Il brano è carino: testo di denuncia che fa riflettere, musica apprezzabile anche se molto simile ad altri pezzi della band romana (ritornello “cantilenante” in primis). Ma alla fine ognuno ha il suo stile…e poi non c’è paragone fra lo stile di Zampaglione e quello di Minghi!!!
Tricarico – Vita Tranquilla – Se per il brano di Fabrizio Moro ho utilizzato gli aggettivi “sofferto” e “vissuto”, li riproporrei qui ma moltiplicati all’ennesima potenza. La canzone mi ha davvero emozionato, stonature comprese. Testo stupendo: una vera e propria ricerca della felicità che rispecchia in toto (non Cutugno…) i sentimenti dell’autore. D’obbligo il Premio della Critica.
Mario Venuti – A Ferro E Fuoco – Canzone che mi è piaciuta sin dal primo ascolto. Per gusti personali, cantabilità (alla fine sono un cantante anch’io) e orecchiabilità, è la mia preferita. Pop acustico moderno, ritmico e con buone sonorità. Testo semplice ma non banale, in qualche frase esce fuori il tipico modo di scrivere del cantautore “made in Catania”. Brano molto radiofonico, destinato a un buon successo…o almeno è quello che spero.
Michele Zarrillo – L’Ultimo Film Insieme – La voce di Zarrillo è inconfondibile e sempre perfetta. Per quanto riguarda la canzone, inconfondibile anche quella, nel senso che è molto “zarrilliana”. Io però ne preferisco altre: il ritornello non mi convince, come anche la batteria all’inizio del brano.
Giovani
Ariel – Ribelle – Allora…siccome Lola Ponce canta con Giò Di Tonno e la Tatangelo preferisce Giggi a me…io un duetto con Ariel me lo farei volentieri!!!
Daniele Battaglia – Voce Nel Vento – Niente a che vedere con papà Dodi. Pezzo poco orecchiabile, difficile da cantare e le stonature lo dimostrano ampiamente. Dopo Dj Francesco un altro “figlio dei Pooh” che non convince.
Andrea Bonomo – Anna – Musicalmente normale, il brano però ha un testo che merita. Ascoltandola si penserebbe alla solita canzone d’amore (nel senso più classico del termine), invece l’ultima frase svela l’identità di Anna, ovvero la mamma del cantautore gallaratese, e allora il brano prende tutto un altro senso. Sensibilità non da poco per Bonomo, al suo esordio nel mercato discografico.
Frank Head – Para Parà Ra Rara – Pezzo molto particolare, a partire dal titolo. Testo incisivo, ironico e intelligente, melodie curiose. Quelle specie di urla nel ritornello fanno sorridere, loro però sono tanto simpatici sul palco quanto antipatici fuori: certamente non di gran classe la spallata che il capellone dei tre ha dato al moro dei Sonohra al momento di ricevere il Premio della Critica.
Giua – Tanto Non Vengo – Non male. Il brano ha una ritmica insolita e il testo è carino. Difficile però che la ragazza ligure possa sfondare, attualmente sono altri i generi che vanno per la maggiore.
La Scelta – Il Nostro Tempo – Gran bella canzone. Un mix di stili da far invidia anche a Jovanotti (dal quale la band romana trae ispirazione). Davvero notevole la sezione delle percussioni, di classe il violino finale. Non da meno il testo, anzi: un inno all’integrazione che dovrebbe far riflettere tanta, tantissima gente.
Melody Fall – Ascoltami – I Tokio Hotel di Settimo Torinese hanno convinto poco. Premesso che il punk rock americano non mi piace, trovo il brano scontato e banale. Proprio questo genere però, fra i più in voga al giorno d’oggi, potrebbe essere l’arma giusta per trovare un po’ di spazio nel mercato discografico.
Milagro – Domani – Al contrario rispetto ai Melody Fall, il pop acustico cui si ispira il duo emiliano è il genere che preferisco. Va da sé che la canzone mi piace: orecchiabile ma non banale, molto ben composta e altrettanto ben cantata. Le due voci si armonizzano splendidamente, a creare un’atmosfera sognante ed evocativa.
Rosario Morisco – Signorsì – Militare dell’Esercito, il cantautore napoletano racconta la sua esperienza in diverse missioni di pace all’estero. Tentativo sicuramente da elogiare, il risultato però è piuttosto scadente: ad un testo impegnato fa da contraltare una musica non all’altezza. In sostanza, non un granchè il brano di Morisco.
Francesco Rapetti – Come Un’Amante – Altro figlio d’arte, altra delusione. Suo padre è Mogol, lui però non ha lo stesso talento come paroliere (in verità, cosa difficile per tanti). Canzone normale e giusta eliminazione al primo turno.
Valerio Sanzotta – Novecento – Un pezzo di storia italiana in nemmeno quattro minuti. Il brano del professor Sanzotta (frequenta il Dottorato di Ricerca in Filologia Classica) mi ricorda Rino Gaetano, un po’ per il sound, un po’ per il genere. In sostanza la canzone non è male, anche se certamente poco radiofonica.
Sonohra – L’Amore – Presi bellamente in giro dagli Elii per via dell’H, il duo veronese si è rifatto alla grande vincendo il Festival. Tutto sommato meritatamente (anche se il lavoro de La Scelta è sicuramente più raffinato): brano melodico, orecchiabile e molto ma molto radiofonico. Coppia ben assortita (il biondo e il moro), voci che si completano (e qui il fatto di essere fratelli aiuta molto), età dalla loro. Hanno tutto per sfondare, solo un piccolo appunto: va bene le licenze poetiche, ma senza esagerare…”l’unica certezza E’ gli occhi che io ho di te”…ma a Verona si dice così??? Io credo di no…
Jacopo Troiani – Ho Bisogno Di Sentirmi Dire Ti Voglio Bene – (mamma che titolo chilometrico…proporzionato ai miei interventi sul blog direi… Valeria Vaglio – Ore Ed Ore – L’amore saffico cantato dalla Vaglio non mi dispiace…cioè, non mi dispiace la canzone, non l’amore saffico!
n.b.: si ringrazia Youtube…e appuntamento all’anno prox, quando a Sanremo ci sarò anch’io (sul palco ovviamente… January 01 CandelaiòEd ecco un altro highlight riguardante il JogaFontana: bomber Candelaiò in action!
November 14 ...ci risiamo...Ci risiamo. Un’altra domenica di violenza in tutta Italia, violenza legata ancora una volta al mondo del calcio. Eppure secondo me bisogna fare dei distinguo fra la giornata di ieri e, ad esempio, quella del due febbraio scorso, giorno dell’omicidio Raciti. In quel caso gli scontri che portarono all’uccisione dell’ispettore di polizia si ebbero dentro e fuori lo stadio di Catania, quindi avevano a che fare al cento per cento con un evento calcistico. Domenica no: domenica il tifoso della Lazio è stato ucciso, in circostanze a dir poco controverse, in un autogrill dell’Autosole al termine di una presunta rissa fra sostenitori laziali e juventini (e qui ci sarà da capire bene anche l’entità degli scontri nell’area di sosta, perché sull’episodio circolano versioni contrastanti). Ovviamente tutto ciò non giustifica l’imprudenza dell’agente di polizia (uno che comunque in dieci anni di carriera si era guadagnato la stima di tutti i colleghi), che sarà opportunamente giudicato al termine delle verifiche del caso. Ma è altrettanto ovvio che l’episodio avvenuto nei pressi di Arezzo non legittimi l’azione di quei vandali (non è possibile chiamarli tifosi) che domenica hanno messo a ferro e fuoco Roma e creato disagi e danni a Milano, Bergamo e in tante altre città italiane, Varese compresa. E’ stata una fatalità, una disgrazia che purtroppo ha scatenato l’incontrollata e incontrollabile follia ultrà. Ora, non vorrei sembrare irrispettoso nei confronti della famiglia di Gabriele Sandri (siamo tutti addolorati per la morte del giovane tifoso laziale), ma ci siamo davvero resi conto del rischio che abbiamo corso domenica? Da un episodio di cronaca, legato al calcio solo in minima parte (perché il fatto è avvenuto in un autogrill, non in uno stadio) e purtroppo concluso in tragedia, si sono sfiorate tante altre tragedie sparse per l’Italia. Ed è qui che è venuta fuori la parte peggiore del calcio, ovvero la massa di teppisti che vi orbitano attorno. Quanti morti potevano scapparci domenica a causa dell’imbecillità di questi pseudo-tifosi? Vi sembra possibile che nel 2007 gruppi di ultrà abbiano ancora il potere di sospendere le partite, bloccando il calcio e costringendo i veri tifosi a guardare i propri beniamini dalla tv, perché gli stadi sono diventati troppo pericolosi? Rino Tommasi, fra i più ammirati giornalisti sportivi italiani, sostiene che l’Italia non è in grado di amministrare un fenomeno che coinvolge così tante persone, soldi e interessi come il calcio attuale. Tesi ribadita anche dal capitano della Nazionale Fabio Cannavaro. Beh, io sono d’accordo. Domenica per lavoro ero allo stadio di Varese, e anche qui ho dovuto assistere a scene non troppo edificanti: la tifoseria organizzata del Varese, con in dotazione il nuovo cappellino firmato “SS”, che al posto di sostenere la propria squadra impegna quell’ora e mezza di partita cantando cori di disprezzo nei confronti del poliziotto, del romeno o dell’albanese di turno (cori puntualmente stigmatizzati dal resto del pubblico), che a fine partita ingaggia un conflitto, fortunatamente solo verbale, con gli agenti in servizio allo stadio e che poi non contenta sfila per le vie del centro, ovviamente senza alcun permesso del Comune. E in più si viene a sapere che poco prima del match il direttore generale del Varese era stato colpito da un pugno scagliatogli da un ultrà, evidentemente deluso dal fatto che la partita non era stata rinviata. Ma si può??? A proposito, molti si sono chiesti se non fosse stato meglio rinviare tutte le partite, e non solo Inter-Lazio e Roma-Cagliari. Difficile dirlo: forse sì, forse no. Rispetto al caso Raciti, avvenuto di venerdì sera (era un anticipo) e con tutta una notte di tempo per decidere l’annullamento delle gare, stavolta c’era poco spazio per intervenire, e comunque secondo me non sarebbe cambiato nulla. Infatti a Milano e Roma, città dove i match sono stati rinviati, i disagi si sono verificati ugualmente, e nei 48 stadi in cui si è giocato (fra serie A e C), “solo” in quelli di Bergamo e Taranto la follia dei tifosi ha costretto a sospendere le gare. La piaga ultrà è un fenomeno difficile da debellare. Queste persone molto spesso entrano in rapporti piuttosto stretti con le società di calcio (e in alcuni casi anche di altri sport), che altrettanto spesso li finanziano per le trasferte, per gli striscioni, regalano loro biglietti, addirittura permettono ai loro capi di entrare negli spogliatoi all’intervallo o a fine partita, come già successo al Palazzetto di Varese. Insomma, se queste bande di teppisti sono diventate così potenti, i dirigenti sportivi hanno qualche responsabilità. E poi vedo tanta incoerenza in giro: gruppi ultrà che per tutto l’anno si odiano, se le dicono e spesso se le danno, improvvisamente si uniscono accomunati dall’odio verso una categoria, quella delle forze dell’ordine, che ogni giorno dovremmo solo ringraziare per tutto quello che fa. E poi sinceramente indire il lutto cittadino, come avvenuto a Roma, per la morte di un tifoso mi sembra davvero esagerato. Tifoso che a quanto pare (e questo sono le ultime notizie) sembra non fosse proprio uno stinco di santo, vista non solo la rissa all’autogrill ma anche il fatto che cinque anni fa fu denunciato all’autorità giudiziaria perché trovato in possesso di taglierini e cacciaviti poco prima di un Milan-Lazio di Coppa Italia. Insomma, per Enzo Biagi (tanto per fare un nome) non è stato indetto alcun lutto, per Gabriele Sandri sì…un po’ strano, no??? Concludo con un episodio che davvero mi ha fatto incavolare: mentre domenica in alcune città e stadi si rischiavano le stragi, mentre due genitori piangevano la morte del proprio figlio, mentre l’Italia viveva l’ennesima giornata di violenza, due giocatori (Chellini e Morfeo) non avevano nient’altro da fare che darsele di santa ragione su un campo di calcio…complimenti!!! August 22 JogaPabloEd ecco un paio di video sul mio talento calcistico...ovviamente talento è un eufemismo... August 01 RiassuntinoOh ciao ragazzi/e!
Rieccomi a quasi due mesi dal mio ultimo intervento. Raccontare x filo e x segno tutto questo periodo sarebbe difficile, quindi a grandi linee:
ho faticato parecchio nella sessione estiva di esami, non riuscendo a dare tutti gli esami che avevo in programma (almeno due in più si potevano fare) ma con un po' di organizzazione in più posso recuperare.
Il primo luglio un bell'incidente in macchina mi ha tirato giù il morale: auto distrutta (la migliore che avevamo) e multa in arrivo, perchè purtroppo è stata colpa mia, ed è questo che pesa più di tutto. E poco importa se potevo farmi veramente male...io neanche ho fatto in tempo a spaventarmi! Vabè pazienza ormai è andata...
Passando alle cose belle, come non citare il JogaFontana, un torneo di calcio che ho organizzato assieme ad alcuni amici: serate stupende, che mi hanno permesso di divertirmi e conoscere tanta bella gente.
E poi il Chicco d'Oro, concorso canoro al quale ho partecipato: non so come mi sono classificato (premiavano solo i primi tre), ma il divertimento c'è stato...e poi basta mettermi su un palco e io sono felice! eh eh...
Dulcis in fundo la vacanza in Sicilia, che è andata oltre le più rosee aspettative: ospiti di una terra splendida e di una famiglia ancor più splendida, una settimana davvero bellissima...da ripetere! E dire che non ero mai stato in Sicilia: beh ne è valsa la pena attendere tutto questo tempo.
Prossimi appuntamenti: agosto a casa fra studio, sport, un po' di lavoro e qualche prova...poi dal 27 al 1 settembre cinque giorni a Civitanova Marche dai nonni con annesso concerto degli Skortza (nel quale canterò anch'io) a Fermo davanti, si dice, a un migliaio di persone. Poi settembre esami e ovviamente lavoro...perchè ricominciano i campionati. Ma più in là mi farò nuovamente vivo...
Ciao Ciao
Pab
P.s.: come potete vedere, nel blog ho inserito un bel po' di foto, vecchi e nuove... June 13 Finalmente A casa nostraNapoli in A! Finalmente!!! Come uomo di sport e aspirante giornalista non posso non rendervi partecipi di questa grande soddisfazione, giunta al termine di un campionato tiratissimo, ma soprattutto giunta dopo sei anni di purgatorio, anni in cui il Napoli ha conosciuto anche l’inferno della serie C! Incredibile…Napoli in C…a pensarci adesso mi sembra tutto cosi surreale…modestamente posso dire di avere seguito la mia squadra del cuore anche in quegli anni e con lo stesso trasporto, anche se ovviamente c’era poco da festeggiare! Ma adesso finalmente siamo tornati sul palcoscenico della serie A, nel calcio che conta davvero! E con pieno merito! Torniamo nella massima serie vincendo il campionato di serie B più difficile della storia, che ha visto al via piazze importanti (Torino sponda Juve, la Genova rossoblu, Bologna) e altre squadre molto competitive (Piacenza, Rimini, Mantova, Brescia). Juve, Napoli e Genoa tornano in serie A, serie A che perde Ascoli, Messina e Chievo: beh direi che quello dell’anno prossimo sarà davvero un supercampionato! Qualche dato per farvi capire in che modo il Napoli è tornato nel torneo che gli spetta: miglior difesa (avete letto bene: miglior difesa! Migliore anche di quella della Juve), cinque sole sconfitte su 42 partite, 9 vittorie esterne e un San Paolo rimasto inviolato per tutto il campionato. Ma forse il dato che più balza all’occhio è il distacco abissale che Napoli e Genoa (escludendo la Juve: di un’altra categoria) hanno saputo costruire rispetto alla più immediata inseguitrice: Napoli 79 punti, Genoa 78, Piacenza 68 e playoff scongiurati. In pochi a inizio stagione avrebbero scommesso sull’eventualità che il campionato si potesse concludere senza l’epilogo degli spareggi promozione (servivano, appunto, dieci o più punti di distacco fra terza e quarta classificata) e invece…e invece domenica 10 giugno Genoa e Napoli hanno festeggiato lo stesso traguardo nel medesimo stadio, in una festa popolare che non si era mai vista sui campi di calcio. E la festa si è trasferita per le strade di Genova, di Napoli, e di tante altre città d’Italia (perché, si sa, i napoletani sono dappertutto…anche se a molti questa cosa dà fastidio). Varese non è stata da meno, con una piccola ma rumorosa carovana azzurra che ha risvegliato il centro cittadino (e non solo) dal torpore domenicale…io ovviamente non mi sono tirato indietro!!! Siamo finiti su un giornale di Varese (“La Provincia”) e ovviamente su VareseNews (leggete qua: http://www3.varesenews.it/sport/articolo.php?id=74702). Molte città d’Italia hanno festeggiato, ma ovviamente una su tutte: Napoli. Speriamo che questo successo porti un po’ di speranza a una terra, inutile nascondersi, preda della criminalità. E speriamo anche che il ritorno del Napoli in serie A convinca le nostri fonti d’informazione a diffondere non solo il lato negativo di Napoli (perché poi si alimentano i luoghi comuni della gente), ma anche quello positivo, che sembra non esserci proprio perché è oscurato, ma che in realtà è presente in misura maggiore rispetto a quello negativo. E soprattutto, non cerchiamo sempre di vedere quello che vogliamo vedere, ma informiamoci, documentiamoci: ho visto un paio di trasmissioni molto belle su Napoli che vanno in onda in orari improponibili (tipo di mattina) e che tutti dovrebbero vedere; io le ho viste per caso, e sottolineo per caso (non è che passo le mie mattine a cercare trasmissioni su Napoli) e se le vedesse un po’ più di gente sarebbe meglio. Sono poche le cose che ancora mi legano alla mia città: la famiglia, la musica (anche se poi ho gusti differenti), il piacere di cantare (cosa che accomuna praticamente tutti i napoletani) e la squadra di calcio. Sarebbe difficile stabilire l’artefice principale di questa promozione, ma sicuramente se oggi i napoletani festeggiano lo devono soprattutto al presidente, Aurelio De Laurentiis, che ha preso in mano una situazione terribile (il Napoli era reduce dal fallimento) e ha ricostruito la società in quattro e quattr’otto…e nei primi giorni della nuova società non c’era neanche il minimo indispensabile per lavorare, tipo palloni e magliette!!! De Laurentiis è stato bravo a circondarsi di persone molto competenti, primo fra tutti il direttore generale Pierpaolo Marino, una delle pochissime facce pulite fra i dirigenti del mondo del calcio. Poi ovviamente un grazie all’allenatore, Edy Reja, friulano di ferro, che non si è mai lasciato andare nonostante le tante ingiuste critiche piovutegli addosso. E la squadra? Beh, qualche uomo decisivo più di altri c’è sicuramente stato, a partire dal portiere Iezzo (secondo solo a Buffon in questa stagione), il cui secondo, Gianello, sarebbe titolare in molte squadre di A. In difesa come non citare le colonne Domizzi e Cannavaro, quest’ultimo degno erede del fratello Fabio. E poi a centrocampo l’uruguagio Bogliacino, vera sorpresa di quest’anno, e in attacco la coppia Calaiò-Sosa. Ma per non far torto a nessuno, ecco la rosa del Napoli al completo (rigorosamente in ordine alfabetico): Nicolas Amodio, Mariano Adrian Bogliacino, Cristian Bucchi, Emanuele Calaiò, Paolo Cannavaro, Marco Capparella, Andrea Cupi, Samuele Dalla Bona, Roberto De Zerbi, Maurizio Domizzi, Gyorgy Garics, Fabio Gatti, Matteo Gianello, David Giubilato, Gianluca Grava, Gennaro Iezzo, Joao Batista Inacio Pià, Ruben Maldonado, Francesco Montervino, Erminio Rullo, Mirko Savini, Roberto Carlos Sosa, Ivano Trotta, Luigi Vitale. A tutti voi un grazie immenso e un arrivederci all’anno prossimo!!! May 03 riflessioneE' un evento di cronaca degli ultimi giorni che mi spinge davanti al pc ad aggiungere qualcosa al mio, finora scarno, blog (vi giuro che prima o poi metterò anche foto e quant'altro). E dopo esser stato bombardato da decine di servizi in tv, mi sento quasi obbligato a dire la mia...
Tutti voi avrete sicuramente seguito la vicenda di Vanessa Russo, la ragazza uccisa in metropolitana a Roma da Doina, una giovane originaria della Romania. Sicuramente un delitto efferato, per il quale la colpevole sarà sanzionata a dovere.
Mi fa però molto male notare che ogni volta in cui cittadini non italiani commettono delitti o reati in generale, ecco che arriva la solita ondata di protesta contro gli immigrati, il desiderio di "rispedirli tutti a casa", come se immigrazione sia obbligatoriamente sinonimo di delinquenza. Mi rendo conto che in Italia ci sono tanti immigrati che, diciamo così, combinano parecchi casini...ma bisogna rendersi anche conto che ce ne sono tanti altri che vivono in maniera civile e rispettosa. E soprattutto bisogna rendersi conto che ci sono anche tantissimi italiani che combinano casini. Se così fosse, un modo coerente di ragionare dovrebbe essere questo: prendiamo per esempio la strage di Erba (ricordate?)...bisognerebbe scendere in piazza con slogan del tipo "puniamo tutti i cittadini di Erba", o fare la stessa cosa con gli abitanti di Novi Ligure dopo il fattaccio di Erika e Omar. Ovviamente la mia è una provocazione, che però dovrebbe far riflettere. Non si può sempre far finta di non vedere gli immigrati onesti, e parlare solo di quelli che uccidono, violentano, rubano e spacciano: situazioni che vengono amplificate quando a perdere la vita è un italiano/a, e ad uccidere un immigrato/a. Molti dicono che sia la paura a suscitare reazioni di questo genere nei confronti degli immigrati: in parte può essere vero, ma solo in parte. A mio parere, questo modo di vedere le cose deriva da una sorta di incapacità di vivere a contatto col diverso, sia esso di un'altra nazione, di un'altra cultura o di un'altra religione.
Ho sperimentato più e più volte come tante persone nutrano pregiudizi nei confronti di altre solo per una certa differenza di accento (anche fra italiani stessi); per lavoro frequento ogni weekend stadi e palazzetti, e sono costretto a sentire cori razzisti, insulti gratuiti e quant'altro, secondo la logica del "chi non tifa la mia squadra è un essere inferiore", "o con me o contro di me" e via dicendo...e questo modo di fare (diffuso dalla Val d'Aosta alla provincia di Ragusa) non appartiene solo ai cosiddetti "delinquenti curvaioli", ma anche a persone comunemente dette normali.
Sono cresciuto in un ambiente (familiare, ma non solo) in cui mi è sempre stato insegnato il rispetto (in senso lato), principio che sta alla base, secondo me, di qualsiasi insegnamento cattolico. Per questo rimango indignato quando vedo gente che si professa cattolica, e che poi va in piazza a manifestare contro il cinese, l'albanese o il marocchino di turno. Dall'11 settembre in avanti sono successe tante di quelle cose che avrebbero potuto incrinare più volte queste mio (e di tanti altri) modo di vedere le cose: niente di tutto questo. Non si tratta di una questione di destra o di sinistra, ma di rispetto...e a quanto pare il rispetto non si insegna sui banchi di scuola. Mi ha fatto molto male vedere l'intera assemblea intervenuta ai funerali di Vanessa applaudire sua madre nel momento in cui, con forza e ad alta voce, gridava "No, mai!" dopo che il sacerdote che celebrava la messa aveva parlato di perdono. Per carità, capisco benissimo il dolore di questa donna, e sinceramente è difficile dire come mi comporterei io se mi trovassi al suo posto, ma che tutta un'assemblea (saranno state almeno 200 persone) possa trovarsi d'accordo con lei mi fa pensare. So per certezza che l'odio non porta da nessuna parte, l'odio alimenta altro odio...la storia ce lo insegna. E ce lo insegna anche il padre di Raffaella Castagna (una delle quattro persone uccise nella strage di Erba), che sollecitato da qualche giornalista aveva affermato che odiare gli assassini di sua figlia non sarebbe stato giusto. Ora, mi rendo conto che non tutti siamo uguali, e che ognuno, di fronte a certe cose, reagisce a suo modo, però il fatto che esistano persone come il signor Castagna mi conforta.
Mi spiace che il mio modo di pensare, che condivido con tanta altra gente, secondo molti sia solo "buonismo", buonismo ingiustificato, che non porta a nulla: non è così, la giustizia c'è e deve essere rispettata. Ma non è giustizia rispedire a casa milioni di persone, solo perchè fra queste ci sono dei delinquenti. E' normale che in situazioni di disoccupazione e di scarse certezze economiche (situazioni che molti immigrati vivono quotidianamente) si possa essere portati a delinquere, ma la soluzione migliore per evitare la delinquenza non è quella di rimandare al mittente gli stranieri. In un Paese come l'Italia, ricco economicamente ma soprattutto culturalmente, l'integrazione resta un valore altissimo, che deve essere mantenuto e difeso. Non sono un politico quindi non mi addentro ulteriormente, però, come si può aver capito, ci tenevo a dire la mia su questo argomento. Spero di aver suscitato motivo di dibattito, e sono pronto ad accogliere i vostri punti di vista a riguardo, anche (e soprattutto) di quelli che magari sono distanti dalle mie idee.
Scusate la lunghezza e a presto.
Pab
February 17 CiaoCiao Carissimi e soprattutto Carissime!
Messaggio inaugurale del mio blog...eh sì dai ho sempre detto che avere un blog è sinonimo di egocentrismo, beh si vede che sono egocentrico anch'io!
Ciao ciao
Pab |
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